Omogeneità e differenze nel mondo globale
1. L'antropologia e il mondo globale
Il testo introduce il modo in care l'antropologia odierna si interfacci con le dinamiche della globalizzazione. Il mondo attuale è caratterizzato da due elementi decisivi e interconnessi:
L'interconnessione planetaria: Una fittissima rete di scambi economici, sociali e tecnologici che unisce le diverse parti del globo, facilitata dal Web e dalle telecomunicazioni.
La rapidità e la complessità: La velocità e l'intensità con cui questi scambi e intrecci culturali avvengono oggi non ha precedenti nella storia umana.
Mancanza di uniformità culturale e diversità di ricchezza
Nonostante la diffusione globale di merci (come la Coca-Cola o la plastica), tecnologie, media e idee (diritti umani, democrazia), le culture e le società non tendono a livellarsi del tutto. I modelli culturali, le abitudini e la sensibilità estetica o religiosa non diventano identici ovunque.
Inoltre, la globalizzazione evidenzia profonde disuguaglianze economiche e asimmetrie:
Le conoscenze, la ricchezza e l'accesso all'istruzione variano enormemente tra le diverse regioni del mondo e all'interno degli stessi Paesi.
Lo sfruttamento intensivo delle risorse provoca gravi emergenze ambientali, come la deforestazione e l'inquinamento, mentre alcune aree soffrono di grave sovrapopolazione.
Il compito dell'antropologia moderna è quindi quello di denunciare le forme di sfruttamento, aiutare persone di culture diverse a comprendersi e contribuire a costruire una società migliore.
2. Focus: "Nuovi vampiri in America Latina"
La pagina 339 presenta un caso di studio (tratto dalle ricerche dell'antropologo Nathan Wachtel) che mostra come le credenze tradizionali si trasformino per dare senso alle paure moderne causate dalla globalizzazione:
Il mito del *khariisiri*: Nella tradizione andina (Bolivia e Perù), è una figura mitica (spesso rappresentata come un uomo bianco o meticcio, un *gringo*) che aggredisce le vittime per sottrarre loro il grasso corporeo, portandole alla morte.
La mutazione della credenza: Negli anni '90 a Lima, la leggenda si è trasformata: si diffuse la voce che i gringos rapissero i bambini delle baraccopoli non più per il grasso, ma per espiantare i loro occhi e rivenderli all'estero.
La metafora delle multinazionali: Gli antropologi interpretano questo mito come una metafora del rifiuto del potere dominante e della modernità. Il "vampiro" diventa il simbolo delle multinazionali e dei paesi ricchi occidentali, percepiti dalle popolazioni povere come entità che depredano le loro vite, i loro corpi e il loro futuro senza dare nulla in cambio.
3. Laboratorio: "La contraddizione dei nonluoghi"
La pagina 340 propone un approfondimento basato sul pensiero dell'antropologo francese Marc Augé, che ha coniato il celebre termine "non luoghi"
Cosa sono i nonluoghi: Sono gli spazi tipici della surmodernità legati alla circolazione, al consumo e alla comunicazione (es. aeroporti, autostrade, centri commerciali, stazioni, alberghi di catena).
Caratteristiche: A differenza dei luoghi antropologici tradizionali, i nonluoghi non sono identitari, né relazionali, né storici. Non creano una vera identità o una storia condivisa, e le persone vi transitano in una condizione di solitudine provvisoria o di anonimato regolato (spesso identificati solo da un biglietto o da un passaporto).
La contraddizione (L'ambivalenza): Augé evidenzia una duplice natura di questi spazi a seconda del contesto sociale di chi li attraversa:
1. Per i benestanti / consumatori: Possono offrire una forma di liberazione o di alleggerimento temporaneo dall'identità quotidiana, un'evasione nell'abbondanza.
2. Per i diseredati / migranti: Diventano spazi di reclusione, controllo poliziesco o di "miseria" (es. i campi profughi, le sale d'attesa dei respingimenti, le periferie degradate). Lo stesso nonluogo (come un aeroporto o una stazione) assume quindi significati radicalmente opposti per un turista o per un migrante.


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