Sociologia, devianza
Devianza, carriera deviante e criminalità
Il concetto di “carriera deviante” è uno dei temi centrali della sociologia della devianza e della criminalità, e deriva in particolare dall’approccio interazionista e costruzionista sviluppato nella seconda metà del Novecento (soprattutto negli Stati Uniti).
1. Che cos’è la “devianza”
In sociologia, devianza indica un comportamento che viola le norme sociali, cioè le regole condivise che stabiliscono ciò che è accettabile o inaccettabile in una data società.
Non coincide sempre con la criminalità, perché:
- la criminalità riguarda la violazione delle leggi scritte (norme giuridiche)
2. La “carriera deviante” (Howard Becker)
Il concetto di carriera deviante è stato elaborato da Howard S. Becker nel suo celebre libro Outsiders (1963).
Becker, appartenente alla Scuola di Chicago, si concentra su come una persona diventi “deviante” nel tempo, attraverso interazioni sociali.
Egli distingue diversi momenti:
- Comportamento iniziale (atto deviante primario): una persona commette un atto che viola una norma, ma non è ancora “etichettata” come deviante.
- Reazione sociale: il gruppo o la società definisce quell’atto come deviante.
→ Qui nasce il concetto di etichettamento (labeling). - Etichettamento e interiorizzazione: se la persona viene pubblicamente riconosciuta come deviante (es. tossicodipendente, delinquente, prostituta), può interiorizzare questa identità.
- Devianza secondaria: l’individuo assume il ruolo deviante come parte stabile della propria identità e del proprio comportamento.
→ Inizia così una carriera deviante, cioè un percorso di vita segnato da esperienze, ruoli e relazioni legate alla devianza.
3. La prospettiva interazionista
La teoria dell’etichettamento (Becker, Lemert, Goffman, ecc.) si basa su una visione relazionale della devianza:
- Non esistono atti “intrinsecamente” devianti;
- È la società, attraverso norme e potere, che definisce cosa è deviante;
- La reazione sociale (polizia, media, istituzioni, opinione pubblica) è cruciale nella costruzione della devianza.
4. Collegamento con la criminalità
La carriera deviante può sfociare anche in una carriera criminale, cioè un percorso in cui l’individuo:
- entra in contatto con gruppi o sottoculture criminali (es. bande, reti illegali);
- apprende tecniche, valori e linguaggi del mondo criminale (come descritto da Sutherland nella teoria dell’associazione differenziale);
- consolida una identità criminale stabile nel tempo.

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